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The Words: quante storie possono esserci dentro a un libro?

Oggi innauguriamo un’altra rubbrica =)

Se abbiamo dedicato un posticino alle nostre serie tv perchè non farlo per i film? E così nasce “Caffettino time“, la rubbrica dove è tempo di film.
Ovviamente non tratteremo tutti i film indiscriminatamente, ma piuttosto tutti quelli che c’entreranno in qualche modo con il fantastico mondo dei libri.


Questo film non può non colpire qualsiasi aspirante scrittore e, dunque, non potevo non dedicargli un post.
The Word è stato girato nel 2012, gli attori principali sono: Bradley Cooper, Olivia Wilde (Doctor House), Jeremy Irons (La maschera di ferro, Die Hard, Il mercante di Venezia, Eragon, Beautiful Creatures solo per dirne alcuni..) Ben Barnes (Le cronache di Narnia/ Il ritratto di Dorian Grey) e Dannis Quaid.

Il film si apre con un famoso scrittore: Hammond (Dannis Quaid) che presenta il suo ultimo libro e ne legge alcuni brani.
La storia del libro narra le vicende di Rory (Bradley Cooper) un apprendista scrittore nel quale, ahimè, è impossibile non immedesimarsi. Il suo manoscritto viene respinto più volte da tutti gli editori a cui lo invia, la motivazione del rifiuto è sempre che la storia, per quanto bella, è troppo “complessa” e, fondamentalmente, gli viene detto che “non è il momento giusto per pubblicare un libro di questo tipo”.
Potete dunque capire lo sconforto di Rory, il suo manoscritto, pur giudicato un buon libro, non viene pubblicato perché “non commerciale”. Probabilmente, se i motivi del rifiuto fossero diversi, (lei scrive malissimo, la sua storia è orrenda etc..) per Rory sarebbe facile arrendersi all’evidenza e appendere la penna al chiodo.
Tutto cambia quando, in viaggio a Parigi con la sua ragazza, Rory compra una vecchia valigetta di pelle in un negozio di antiquariato. Curiosando nella sua bella valigetta, il ragazzo trova un manoscritto battuto a macchina e non firmato. Ovviamente comincia a leggerlo (chi non l’avrebbe fatto?) e si appassiona alla storia tanto che decide di batterla a pc (un lavoraccio e io ne so qualcosa…) per caso, la sua ragazza lo legge e lo spinge a proporlo all’editore.
Il libro è un successo e viene pubblicato a nome di Rory, fin qui tutto bene, almeno finché il vero autore del romanzo non si fa vivo…
Il film si sviluppa quindi su molteplici piani temporali, come una matrioska. Da un lato abbiamo Hammond che racconta la storia di Rory, dall’altro c’è il “vecchio signore” (Jeremy Irons) vero autore del manoscritto che narra a Rory la sua vita.
Così ci ritroviamo ad assistere al dipanarsi della storia del “vecchio signore” ( interpretato nella versione “giovanile” da Ben Barnes) che, giunto in Francia come soldato, s’innamora di una bella cameriera. La vita del ragazzo non sarà tutta rose e fiori e un evento tragico lo porterà a separarsi dall’amata moglie poco dopo aver perduto la loro unica figlia, morta per malattia. Come se non bastasse, il ragazzo perde anche il suo manoscritto nel vagone di un treno… (prendere nota: stare attenti quando si viaggia in treno a non dimenticare mai nulla!) potete dunque immaginare come si sente, anni dopo, a vedere il suo romanzo perduto che narra della sua vita, pubblicato da un altro.
La fine è abbastanza amara. Rory, combattuto su cosa fare, decide di rivelare che il libro non è suo, tuttavia, il vecchio signore muore e il manoscritto originale viene seppellito con lui così, Rory continua a vivere quella vita che il vecchio signore non ha potuto avere…
Tornati alla realtà sorge spontanea una domanda: il libro scritto da Hammond è una storia vera? Rory è in realtà un alter ego dello scrittore? È questo che gli chiede la bella Danielle (Olivia Wilde) ma il film si chiude senza dare una risposta e lasciando dunque il dubbio. La storia narrata da Hammond è vera?

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi gli darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.

le immagini delle tazzine

...e dei dolciumi presenti all'inizio di ogni post sono fatte dalla sottoscritta o prese online e risistemate a photoshop per dargli un tocco personale. Molte vengono da Deviantart, ci tenevo a scriverlo in mancanza della possibilità di scrivere i nomi di tutti gli autori.

le amiche tazzine



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