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Presentazione e intervista a Dilhani Heemba

Salve a tutti, oggi parliamo di un’autrice molto conosciuta sul web e non solo, sto parlando di Dilhani Heemba autrice della saga Nuova Terra.

La saga si compone di due volumi e uno spin-off:
nel piattino abbiamo: paranormal croassant - le tazzine di yoko / romance ciambella - le tazzine di yoko / futuristico

Nuova Terra – Gli Occhi dell’Erede

TRAMA
La Terra come la conosciamo è cambiata, è cambiato il suo aspetto e la sua popolazione: a Nuova Eyropa, oltre alla Razza Umana, vivono la Razza dei Lupi Grigi e la Razza delle Tigri Bianche, uomini in grado di trasformarsi nei rispettivi animali e in conflitto tra loro da più di cento anni.
Shayl’n Til Lech, cresciuta come Umana in un orfanotrofio, impara a conoscere la povertà, a combattere con i pugnali e a odiare e temere i Lupi, le Tigri e la loro guerra. Gli occhi di Shayl’n hanno una strana colorazione, che lei crederà sia solo un brutto scherzo del destino, fino a quando non verrà rapita da un gruppo di Tigri Bianche. Con loro dovrà affrontare la sua natura di Mezzosangue, la trasformazione imminente, la sua eredità nascosta per anni, il potere del suo sangue e della sua mente, la disperazione della morte, le ragioni della guerra e le mille sfaccettature dell’amore.
Attraverso territori ammantati di neve, deserti sabbiosi, città vecchie e nuove, dovrà lottare per se stessa e per le persone che ama con ogni mezzo: pugnali, pistole, artigli, seduzione e sentimenti.

Nuova Vita- La Speranza dell’Erede

TRAMA (contiene spoiler sul primo volume)
Shayl’n Til Lech, principessa dei Lupi Grigi e sovrana delle Tigri Bianche, vive a Santa Idnak, dove cerca di ricostruire la pace di due popoli e di dedicarsi alla sua famiglia. Non è facile, però, riappacificare il cuore quando il padre del bambino che ha messo al mondo le manca più dell’aria.
Nonostante l’attenzione che non smette di avere verso una Nuova Terra in ripresa ma sempre sull’orlo di conflitti di interesse, la sua è una lotta quotidiana contro i fantasmi del passato, una lenta rinascita che subisce un brusco arresto quando riappare il tapi di Ahilan Dahaljer Aadre. Shayl’n non perde tempo: si mette sulle tracce, scarsissime, che suo marito avrebbe lasciato e che portano in terra africana, terra di contrabbandieri e antiche tribù, terra immensa e desolata, popolata di creature inimmaginabili. La scelta è dura: da una parte ha dei doveri, un figlio piccolo, Nilmini, Madre Brìgit e gli amici; e un uomo che potrebbe amarla con sincerità. Dall’altra, oltre i picchi montuosi, nessuna certezza, solo un incubo ghiacciato.Ma Dahaljer una volta le aveva detto: “Tu andresti tra i mostri solo per salvare qualcuno” e ora Shay s’incammina per lui, per scendere verso un terribile inferno, dal quale risalire sarà ancora più difficile.

Potete trovare la saga anche in versione ebook. Sappiate che ciascun volume è stato suddiviso in due ebook, sicuramente per via della mole di pagine, dunque ci sono quattro ebook per i due volumi della saga.

spin-off:

Bruci il Mare

TRAMA (contiene spoiler sul primo volume)
Gustav Esposito, detto Tip per un ballo che faceva con suo fratello da bambino, nella sua vita ha fatto mille lavori -dal contrabbandiere al maniscalco, dal marinaio al domatore di cavalli- e non è mai rimasto troppo a lungo nello stesso posto. Ora che il cognato sta bene e lui non è costretto a rimanere a Mizke per aiutare la sorella e i nipoti, ha deciso di tornare nella sua terra nativa: l’arcipelago delle Isole di Taormina, a sud di Nuova Eyropa. Parte con degli amici di infanzia, ma il cammino viene interrotto da un uomo al quale lui, tempo prima, ha sottratto la mezzosangue Shayl’n Til Lech; le conseguenze per lui e gli amici sono impensabili.

Bruci il Mare è nato dalla richiesta dei lettori, che mescola avventura e sesso tra le coste del Mediterraneo post apocalittico.

 
Intervista a Dilhani Heemba A CURA DI STREGA DEL CREPUSCOLO
Oggi è “qui con noi” la famosa Dilhani Heemba autrice della saghe Nuova Terra e Nuova Vita.
*Si guarda intorno* famosa chi?

Ciao Dil, posso chiamarti così?  
Certo, lo fanno tutti; poi qui c’è l’anarchia, fai un po’ tu.

Grazie mille per aver accettato di partecipare a questa intervista, per cominciare ti farò la domanda più scontata sulla faccia della terra ma devo pur iniziare da qualche parte…
Eh, ti pareva!

Chi è davvero Dilhani Heemba, quali sono i suoi sogni e le sue aspettative?
Chi è davvero? Non saprei, dovremmo chiederlo alla vera Dil, ma non so che fine abbia fatto, se la trovo le rigiro la tua domanda, ok? Però una volta mi ha detto che sognava di fare la bella lavanderina, ah, no, quello era quando era piccola. Credo che il suo sogno da fiaba sia una famigliola da quasi Mulino Bianco, con lei che scrive nella sua tana/libreria e viaggia… povera stolta! Al momento sogna di arrivare alla fine del mese e di non far fuori nessuno nel frattempo! Giuro, me lo ha detto lei!

    Mulino Bianco? Sai che adesso devi tenerti anche Banderas e la Rosita in sub-affitto?
    Ah ah ah! Mi vanno benissimo.

    Come è nata l’idea della tua saga?
    È nata dall’incrocio di tre eventi: un sogno, un viaggio nello Sri Lanka (dove sono nata) e i vari documentari sulla fine del mondo che giravano prima del 2012; quando mi sono messa a scrivere, ero di ritorno dal viaggio, mentre il sogno credo fosse avvenuto un anno prima, o poco meno, e riguarda alcuni capitoli iniziali di Nuova Terra. All’inizio, non era una saga, ma un volume autoconclusivo.

    Quando scrivi, hai già tutta la storia in mente, oppure questa prende forma man mano che procedi con la stesura?
    Di solito, ho un set e dei personaggi che scalpitano per dire la loro, quando mi siedo a scrivere e vedo che dicono una cosa che mi interessa, allora traccio il plot e poi seguo quello; è come se sapessi che devo arrivare a una certa meta, ma non sapessi come, però tutto può cambiare. Questo in via generale.

    La strada del self-publishing è molto difficile, quando e perché hai deciso di intraprenderla? Quali sono stati i tuoi primi passi in questa direzione?
    Posso scrivere un romanzo sul self? Perché potrebbe essere utile per rispondere alla tua domanda. Scherzi a parte: la scelta è dovuta al rifiuto delle case editrici e delle agenzie letterarie, ma anche al fatto che quelle che mi hanno risposto hanno fatto molti complimenti al libro, alcuni ben motivati; anche qualche scrittore pubblicato (per esempio, Luca Tarenzi) mi ha dato dei feedback positivi e tutto ciò mi ha spinta a non rinunciare.

    Non ho visto il self come il punto di arrivo, ma come un semplice modo per farmi leggere e avere altri feedback, nella speranza -vana- che qualcuno mi notasse, nella necessità di far leggere la mia storia. Nonostante ciò, ho cercato di metterci tutta me stessa per renderlo al meglio, ovviamente nei limiti delle mie capacità, anche economiche: fare la copertina, farlo correggere, impaginarlo, spendere per farlo stampare, fare il sito, ecc. È da questo che ho iniziato.

    Cosa ne pensi dell’editoria italiana e dei suoi (oscuri) meccanismi?
    Che sono oscuri?

    Ho bisogno di scrivere un altro libro, forse altri due o tre, sui misteri dell’editoria. E sui lettori, gli italiani, i soldi, la crisi, ma non lo farò.
    A essere onesti, non sono nessuno per dare un parere, conosco l’editoria per motivi privati, per curiosità e attraverso l’università; lo stesso potrei dire per il marketing, tuttavia io parlo, per lo più, di teoria e di quello che vedo. Posso dirti che alcune CE, senza fare nomi, hanno avuto dei flop clamorosi, che a mio avviso erano preannunciati; io non ho una casa editrice, non ho un’azienda da anni e non sono un’imprenditrice navigata, ma non posso fare a meno di chiedermi perché alcuni testi che avevano fatto storcere il naso siano stati pubblicati.
    Di fatto, però, lo scrittore scrive. E basta. Questo significa che di tutto il resto se ne dovrebbe occupare una casa editrice, una seria, ovvio. Secondo me, è un’ipocrisia affermare “io, la CE, non la voglio”: averla significa avere solo un guadagno e non spese, averla significa essere in libreria, averla significa ottenere un riscontro reale. Certo, basta guardarsi in giro per comprendere che una CE non ti assicura una buona qualità, né una copertina perfetta, una buona distribuzione, un lavoro di marketing efficace, quindi capisco lo scetticismo di alcuni autori. Il punto è che quando pubblichi (pubblichi, non scrivi), desideri una serie di cose che solo una buona casa editrice può offrirti. Sarebbe bello se questo mondo, come molti altri, non andasse così a rotoli. Per come la vedo io, per una brava Emanuela Valentini approdata in Mondadori, ci sono tante altre belle cose che non ci arriveranno mai e un’infinità di schifezze che invece saranno ugualmente lì per motivi che non hanno a che fare con il marketing o la qualità: è un mondo marcio, ma si sa che la speranza è l’ultima a morire.

    Come fai a far tutto? No, non sto citando il film con Sarah Jessica Parker, è una domanda seria. Non solo scrivi moltissimo (tre libri non sono pochi) ma, oltretutto, ti occupi di stampare e spedire personalmente le copie del tuo libro agli acquirenti (riuscendo a essere sempre puntuale e molto precisa).
    Ma parli di tempo? Sono disgraziatamente disoccupata…
    Quando lavoravo, scrivevo di notte e la mattina alle 8.15, prima di entrare a lavoro, ero alla posta a spedire i pacchi.

    Da dove nasce il tuo amore per le tigri? Noto che sono sempre presenti sia nelle copertine dei tuoi libri che nel tuo avatar di Facebook.
    A dire il vero, le tigri sono uno dei miei amori, insieme ai lupi e i cavalli. Le metto spesso perché fanno parte di Nuova Terra. Non so da dove nasca questo amore, però posso dirti che per il libro erano perfette; perfette perché esprimono forza ed eleganza, perfette perché le Tigri Tamil sono dei ribelli criminali dello Sri Lanka, perfette perché… beh, perché Dahal è una tigre!

    Un’altra piccola curiosità, le copertine le hai realizzate tu?
    Quelle dei cartacei sì: le prime due le ho fatte lavorando sui disegni di Daphne Xyris Marasca; per quella di Bruci il mare, il cavallo lo ha fatto Lice Musso e anche quello stupido fuoco che a me non voleva proprio venire decente! Gli ebook invece li ha fatti Livia De Simone, che ringrazio tantissimo perché le ho fatto cambiare duemila cose, ah, ah!

    Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
    Premesso che leggo e cerco di leggere di tutto, apprezzando tanti generi e stili diversi, direi che la mia preferita è Jacqueline Carey.

    Qui finiscono le mie domande, grazie per essere stata con noi e per la tua disponibilità, ti faccio un grosso in bocca al lupo per tutto e spero di vedere presto i tuoi libri sugli scaffali delle librerie italiane.
    Grazie a voi per il tempo e lo spazio dedicatomi. Quanto al lupo, spero passi a portarmi via!

Intervista a Valeria De Luca, esce oggi il suo secondo libro “Le Lenzuola Nere di Khloe”

In occasione dell’uscita odierna de Le Lenzuola Nere di Khloe è con piacere che oggi ospitiamo Valeria De Luca, scrittrice emergente al suo secondo libro.

Valeria De Luca vive a Lapisoli, con il compagno e l’adorata figlioletta di pochi mesi. Per motivi famigliari ha dovuto abbandonare il suo sogno di laurearsi in psicologia criminale, ma nella scrittura ha trovato la sua strada.
Il suo primo libro “Emily Noir. Incubi in Monastero” è uscito alla fine del 2011 edito da Arduino Sacco, un thriller con un pizzico di paranormale.

Intervista a Valeria De Luca A CURA DI YOKO
Ciao Valeria! E’ un piacere averti nella nostra piccola rubrica dedicata agli autori.

  • Dicci di te, chi è Valeria De Luca?
  • Valeria è una donna sposata, con una bambina di 10 mesi e che non le bastano 24 ore per poter far tutto! Ama leggere, i libri più puzzano di muffa e più sono invitanti! Adora la musica, in passato è stata insegnante e coreografa di hip hop. Ma la cosa che ama di più è la sua famiglia, suo marito Emanuele e sua figlia Alice.

  • E’ difficile portare avanti la passione per la scrittura nella caoticità di tutti i giorni?
  • E’ difficile perché io faccio il mestiere più difficile del mondo: La Mamma! Quindi la mattina mi alzo presto pulisco, sistemo casa e mi ritaglio un pezzettino di tempo per scrivere un po’, sempre se la bambina me lo permette.

  • Come è iniziato questo tuo amore per la scrittura e cosa rappresenta per te?
  • E’ iniziato fin da bambina! Amavo quei temi, dove avevi libero arbitrio, tipo inventare storie, questo, ovviamente succedeva alle elementari. Poi sono iniziate le poesie, forse in garage ne ho ancora qualcuna. Piano, piano sono arrivata a scrivere qualche storia e ti dico la verità mi vergognavo all’inizio a far pubblicare quel che scrivevo. Ci fu un periodo molto brutto e mi dedicai ancora di più alla scrittura e decisi di pubblicare il mio primo libro. La scrittura per me è molto importante, è uno sfogo, è un piacere… fa parte di me!

  • I tuoi due libri sembrano abbracciare il mistero e le ambientazioni un pò cupe, sei un’appassionata del thriller? Che generi ti piace leggere?
  • Mi piacciono i thriller ma ancor di più gli horror.

  • Chi è il tuo scrittore preferito? Ti ispiri a lui/lei quando scrivi?
  • Il mio scrittore preferito e in assoluto è Stephen King!! Non mi sono ispirata a lui nei miei due romanzi, ma c’è un racconto horror che sto scrivendo e devo dire che su quello sono molto ispirata dal Re dell’horror!!!

  • Cosa ti ha spinto a scrivere il tuo primo libro “Emily Noir. Incubi in Monastero”? Cosa ti ha ispirato?
  • NMi ha ispirato un libro autobiografico di monache che hanno deciso di togliere il velo e tornare a essere donne libere e per di più femministe! Volevo far sapere al lettore che un monastero non è sempre un luogo di pace, di riposo. Bensì a volte solo luoghi dell’orrore.

  • E’ stato difficile il passo da scrittrice in erba a scrittrice emergente?
  • Sinceramente no! Ho notato che ho ricevuto molti più contratti da case editrici avendo già un libro alle spalle.

  • Oggi esce il tuo secondo libro “Le Lenzuola Nere di Khloe“, descrivilo per noi.
  • E’ un libro a cui sono molto affezionata! E’ ambientato nella misteriosa Praga! L’ho visitata nel 2005 e ne sono rimasta affascinata!

    Una ragazza dark, Khloe Martins, è in preda ad incubi mostruosi. Sogna una strana donna, bellissima, ma con gli occhi di fuoco e sembra essere molto arrabbiata con lei. Khloe all’inizio da la colpa al troppo bere o all’uso d’erba ma andando avanti si accorgerà che i suoi incubi diverranno realtà. Strani omicidi avvengono nella Praga misteriosa e Khloe li sogna prima che vengano commessi. Avviene il tutto in uno strano mondo parallelo ‘Il giardino delle rose nere’. Una strana donna anziana entrerà nella vita di Khloe. Khloe arriverà alla pazzia come sua madre e strane storie e segreti scoprirà nella villa della vecchia signora.

  • Le Lenzuola Nere di Khloe era un embrione scritto in precedenza e lasciato nel cassetto o hai pensato di scriverlo dopo il primo libro, spinta da una nuova ispirazione?
  • Questo libro iniziai a scriverlo nel 2006. Lo abbandonai per mancanza di fiducia, di autostima. Ero ispirata da Praga e dalle musiche di Twin Peaks. Quindi passò del tempo e pubblicai “ Emily Noir. Incubi in Monastero”. Decisi di riprendere Le Lenzuola Nere di Khloe durante la mia gravidanza… forse era mia figlia a ispirarmi dal pancino.

  • Che rapporto hai con Khloe? La tua protagonista ti rispecchia in qualcosa o hai voluto donarle una facciata completamente diversa da te stessa?
  • E’ completamente l’opposto di me! E’ una ragazza con tanti problemi adolescenziali. E’ una ragazza molto cupa, una dark. Sfoga i suoi problemi con alcool, droghe leggere e sesso, ma nel suo cuore rimane sempre la piccola Khloe, fragile e sensibile.

  • Cosa si prova a veder pubblicato un secondo libro? Che sensazione da?
  • Molto bella! Speriamo vada bene e poi sono molto legata a questo libro.

  • Ora ti godrai questa seconda uscita o sei già pronta a buttarti su un nuovo libro? Hai dei progetti in cantiere?
  • Sto già scrivendo un terzo libro ma sono veramente agli inizi. Posso dire che è ambientato in Italia in un ex ospedale psichiatrico. Al momento sto scrivendo un racconto horror per partecipare a un concorso: Premio ShortKipple 2014. Ho partecipato a un concorso su Facebook con il racconto “La polvere del tempo” molto votato dagli utenti di Facebook, scade il 16 novembre e al momento mi vede vincitrice. Ho partecipato a un concorso “Casa Sanremo Writers 2014” con il libro Le Lenzuola Nere di Khloe, il 26 gennaio si sapranno i 19 finalisti che avranno il piacere di presentare il loro libro nel salotto di Sanremo. Speriamo di esserci!

  • Concludo ringraziandoti per la tua disponibilità e sperando di vedere presto altri tuoi libri sugli scaffali. Grazie …e un super in bocca al lupo!

Grazie mille a te per questa intervista!

Presentazione e intervista a Serena Versari

Serena Versari è una autrice che vive e lavora a Ravenna. Ha la passione per il fantasy e per la lettura, nata da quando per la prima volta vide in televisione “La storia infinita”. Nel 2009 si è avvicinata anche alla scrittura, in un periodo particolare della sua vita che l’ha portata a riversare su carta tutte le sue emozioni.

Ha una fervida immaginazione, che l’ha aiutata a creare personaggi intriganti e luoghi magici e a dare vita al suo primo romanzo, intitolato Angels (edito da GDS edizioni) e successivamente al suo seguito, Il pozzo delle anime. Ha scritto alcuni racconti pubblicati per Claudio Nanni Editore, nella raccolta Ravenna erotica e Ravenna spirituale e ha partecipato a una antologia “Amici per sempre, storie vere di animali” con il racconto “Se c’è posto per uno, c’è anche per due” i cui diritti vengono devoluti in beneficenza. Per conoscere meglio Serena, potete dare un’occhiata al suo blog.
Noi abbiamo avuto il piacere di intervistarla e ci sono state rivelate altre cose molto interessanti

Prima di farvi leggere l’intervista che ci ha gentilmente concesso, vi mostro i due romanzi che ha scritto.
nel piattino abbiamo: contemporaneo torta - le tazzine di yoko / paranormal croassant - le tazzine di yoko / romance ciambella - le tazzine di yoko

Angels

Serena Versari
edito da GDS Edizioni
12,50 € / 178 pagine

TRAMA DELL’EDITORE
Erika ha sempre desiderato una vita piena di magia, avventura e un vero amore. Un giorno, in seguito ad un tradimento, decide di trasferirsi, di allontanarsi da una città caotica come Rimini per rifugiarsi in mezzo alla natura, in Val di Fassa. Li incontra Jason, un ragazzo che tutti evitano e temono a causa dei suoi occhi neri come la pece. Lei invece è attratta da quel ragazzo misterioso e fra loro si instaura un legame che diverrà sempre più forte con il passare del tempo. Ma un’ umana non può innamorarsi di un Angelo della Morte e qualcuno cercherà di ostacolare la loro unione. Erika lotterà per quello in cui crede perché secondo lei l’ amore è la forza più grande che governa l’ universo.

Il Pozzo delle Anime

Serena Versari
edito da GDS Edizioni
13,99 € / 159 pagine

TRAMA DELL’EDITORE
Tornati tra le loro montagne, finalmente Jason e Erika, possono godere appieno del loro amore. Ma ben presto una nuova minaccia, sconvolgerà le loro esistenze. Il Signore Oscuro, ha trovato il modo di annientare la razza umana, e solo loro hanno il potere di fermarlo. Lontano dal suo amato, ma in compagnia della sua fidata e inseparabile Ambra, Erika intraprenderà un viaggio in terre sconosciute, piene di insidie e pericoli, alla ricerca del Pozzo delle Anime.

 
Intervista a Serena Versari A CURA DI VALY
Ciao Serena!  Sono felice di inaugurare questo spazio dedicato agli autori italiani e ai loro libri, presentando una autrice che ha all’attivo già due pubblicazioni urban fantasy, entrambe per GDS edizioni: Angels e il suo seguito, Il pozzo delle anime. Parliamo un po’ di te.

  • Chi è Serena Versari? Quali sono le tue passioni?
  • Ciao Valeria, ti ringrazio tantissimo per avermi ospitata sul tuo blog.
    Prima di tutto, posso dirti che sono una gran sognatrice e che mi emoziono di fronte alle cose semplici della vita. Oltre a scrivere e leggere, ho la passione per il trekking (adoro passeggiare in mezzo ai boschi), per le arti marziali, che ho praticato per dieci anni, e infine, mi piace macinare chilometri in compagnia della mia moto.

  • Descriviti in tre aggettivi.
  • Semplice, sensibile (a volte troppo emotiva) e testarda.

  • Come ti sei avvicinata alla scrittura e cosa rappresenta per te?
  • Mi sono avvicinata alla scrittura nel 2009, esattamente l’anno in cui ho scritto Angels. Quando mi sono seduta davanti al pc, non ho pensato “adesso scrivo un libro”, ma piuttosto, “ci sono cose nella mia vita che mi rendono infelice e sento il bisogno di metterle nero su bianco”. In questo modo è nata l’avventura di Angels, che comincia con una riflessione della protagonista su quello che ha costruito fino a quel momento.
    L’ho tenuto nel cassetto più di due anni prima di provare a inviarlo a qualche casa editrice, perché inizialmente l’avevo scritto solo per me, avevo riportato su quelle pagine, i miei sogni e le mie speranze.
    Ad oggi, posso dirti che per me scrivere significa sognare e immergermi in mondi magici, credo che non riuscirei più a farne a meno.

  • Che tipo di libri ti piace leggere maggiormente?
  • Leggo prevalentemente fantasy (urban, paranormal, classici) ma in generale, mi piace leggere libri in cui troviamo azione, con un pizzico di romance.

  • Angels parla di una storia d’amore tra un’umana e un Angelo della Morte. Una relazione intrigante ma di per sé difficile. La Morte ti attrae tanto quanto attrae alla protagonista Erika?
  • Bella questa domanda!La morte in sé, non proprio, mi affascina più che altro il mistero che si cela dietro alla vita, il perché accadano certe cose.

  • Il pozzo delle anime è il seguito. Avevi già in mente di scrivere più romanzi per la stessa storia?
  • No, non avevo mai pensato di scrivere un seguito, ma con il Pozzo delle Anime si concludono le avventure di Erika, Jason e Ambra. Non amo particolarmente le saghe che si compongono di troppi libri.

  • Quanto hanno di te i tuoi personaggi e quanto si distaccano da te? Ce n’è qualcuno a cui sei particolarmente legata? Se sì, chi e perché?
  • Come ti dicevo prima, quando ho cominciato a scriverlo, l’ho fatto per un mio bisogno personale, quindi posso dirti che Erika, la protagonista, mi rappresenta molto, le sue paure, le sue passioni, sono le stesso che ho io. Poi qualcosa troviamo anche nel personaggio di Ambra, la sua migliore amica.

  • Il tuo processo creativo come funziona? Dove scrivi e quando? Cosa ti ispira e cosa, invece, ti blocca?
  • Di solito scrivo seduta alla mia scrivania ascoltando in sottofondo una musica rilassante. La fonte d’ispirazione può provenire da un episodio vissuto in prima persona o anche da un particolare che cattura la mia attenzione durante la visione di un film per esempio.

  • Quali pensi che siano i punti di forza dei tuoi libri, gli elementi che hanno portato le persone a incuriosirsi e quali gli eventuali punti di debolezza?
  • Ovviamente non posso giudicare qualcosa che ho scritto io, non mi sembra corretto. Leggendo però le recensioni ricevute, ho notato che le cose che sono piaciute di più sono: l’ambientazione (i nostri bellissimi monti trentini), le avventure che vivono i protagonisti, la purezza, la determinazione e la semplicità d’animo dei personaggi.

  • Per quanto riguarda i punti di debolezza, ci sono pure quelli.
  • In Angels, il mio stile era troppo semplice e alcune vicende probabilmente sono state narrate con troppa velocità. Però dopo la prima esperienza, ho tentato di colmare queste lacune.
    In ogni caso sono alla continua ricerca di miglioramenti.

  • Cosa consiglieresti a una persona che ha un romanzo nel cassetto e vuole provare a pubblicarlo?
  • La cosa più importante, è credere in sé stessi. La strada non è priva di difficoltà, ma nessuno può impedirti di realizzare il tuo sogno.

  • Hai qualche altro progetto letterario in cantiere?
  • Sì, mi sto dedicando ad altri due romanzi che si discostano dal genere paranormal romance.
    Mi piace sperimentare anche strade diverse.

  • In conclusione, vorrei ringraziarti per la tua disponibilità e la tua gentilezza e augurarti in bocca al lupo per tutto!
  • Grazie a te Valeria! A presto!

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi gli darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.

le immagini delle tazzine

...e dei dolciumi presenti all'inizio di ogni post sono fatte dalla sottoscritta o prese online e risistemate a photoshop per dargli un tocco personale. Molte vengono da Deviantart, ci tenevo a scriverlo in mancanza della possibilità di scrivere i nomi di tutti gli autori.

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