Intervista ad Aislinn

Oggi è qui con noi Aislinn, autrice di Angelize. Potete trovate la mia recensione di questo bel libro QUI sul nostro blog.

Aislinn è nata nel 1982, scrive ascoltando rock e metal e ha una passione inesauribile per la lettura.Nel 2013 ha pubblicato con Fabbri Editori il suo primo romanzo urban fantasy Angelize. Ha partecipato al romanzo storico In territorio nemico di Scrittura Industriale Collettiva (minimum fax, 2013) e a diverse antologie, tra cui 365 racconti sulla fine del mondo (Delos Books, 2012). Vive tra Novara e Milano. Gestisce il suo blog e pagine sui principali social network.

Intervista a Aislinn
A CURA DI STREGA DEL CREPUSCOLO

Grazie mille per aver accettato di rispondere alle mie domande. Accomodati pure nel “salottino virtuale” della bevuta in compagnia. Cosa gradisci? Caffè, thè o cioccolata? Ci sono anche i pasticcini.

Grazie per l’accoglienza!

  • Prima di tutto volevo sapere chi si cela dietro il nickname di Aislinn? Quali sono i tuoi sogni e le tue aspettative?
  • Aislinn vuol dire «sogno, visione» in gaelico. Ho scelto questo nome perché mi piaceva sia in sé sia per il significato; ho iniziato a usarlo come blogger e ho deciso di mantenerlo come autrice. I miei sogni? Continuare a scrivere e pubblicare e vivere tutte le cose belle che la vita può farmi provare.

  • Ancora complimenti per il tuo libro, mi racconti com’è nato Angelize?
  • Grazie per i complimenti! L’idea è nata da un racconto che ho scritto per un’antologia, nel 2010. Era la prima volta che parlavo di angeli, ma lo spunto che avevo trovato mi aveva colpito così tanto che, finito il racconto, ho subito iniziato a scrivere il romanzo, per vedere come si sarebbe sviluppato in una storia più ampia. In meno di un anno ho concluso la prima stesura delle due parti del romanzo, poi sono cominciate le molteplici revisioni.

  • Com’è stata la tua esperienza con la Fabbri Editori? Potresti raccontare a noi e ai lettori del blog quali sono state le tappe fondamentali per arrivare alla pubblicazione e com’è stato stringere tra le mani la prima copia del tuo romanzo?
  • Pubblicare con un editore importante è sicuramente un’emozione fortissima. Molte cose che si immaginano dall’esterno non sono per nulla rispondenti alla realtà e, viceversa, entrando a contatto con questo ambiente si scoprono molti aspetti che non si sarebbero mai immaginati prima. Di sicuro, quando ho ricevuto la fatidica telefonata con la quale mi hanno comunicato che erano interessati a pubblicare i miei romanzi, non potevo crederci. Il percorso per arrivare poi al libro pubblicato è lungo: gli incontri con l’editor, lavorare all’editing e alle bozze… ci vogliono mesi ed è un processo faticoso. Ma ne vale la pena.

    La prima copia del libro mi è arrivata il giorno prima di partire per Lucca Comics, dove Angelize è stato portato in anteprima: aprire la busta che lo conteneva e vederlo, tenerlo in mano, sfogliarlo e ritrovare la parole che ho scritto io… è la prova che a volte i sogni si avverano.

  • La prima cosa che colpisce di un libro è la copertina e quella di Angelize spicca, come l’hai scelta?
  • In realtà è tutto merito di Fabbri, la copertina l’hanno scelta loro. E quando me l’hanno mostrata, non ho potuto che restare a bocca aperta. La trovo molto suggestiva e adatta all’atmosfera del romanzo, abbastanza particolare da farsi notare.

  • I mezzi angeli protagonisti del tuo libro sono davvero originali e, finora, non avevo mai letto di creature simili nonostante gli angeli, soprattutto quelli caduti, spopolino nelle librerie. Da dove è nata l’idea?
  • Ti ringrazio per il complimento. Tutto è nato quando stavo cercando l’idea per il racconto cui ho accennato. Non volevo parlare dei soliti angeli innamorati, così mi sono chiesta: chi sono gli angeli, tradizionalmente? Creature che aiutano le persone, i «custodi». E se invece li ingannassero? Da lì è nata l’idea degli angeli che inducono le persone a morire per incarnarsi al posto loro in qualche neonato. E, di conseguenza, sono nati gli esseri umani «angelizzati», uccisi e costretti cioè a prendere il posto degli angeli.

  • Hesediel, Haniel e Rafael sono tre protagonisti molto diversi tra loro eppure legati dallo stesso destino. Mi racconti qualcosa di loro che solo l’autrice può sapere?
  • Qualcosa che non è finito nel romanzo? Uhm… Hesediel è un musicista mancato. Strimpella un po’ la chitarra ma non è molto bravo, e se lo fate bere e poi mettete su un disco di Janis Joplin o dei Led Zeppelin, avrete la dubbia «fortuna» di sentirlo stonar… ehm, cantare. Haniel vive da solo da quando aveva 18 anni – come mai lo leggerete nel libro – e da allora ha fatto diversi lavoretti, magazziniere, meccanico, lavori occasionali che duravano poco; soprattutto, rubacchiava quello che trovava e viveva in un monolocale ricavato da uno scantinato – almeno quando riusciva a tornarci senza stramazzare a un angolo di strada per aver bevuto troppo o peggio. Nel romanzo si intuisce quanto Haniel poi sia goloso – si mangerebbe barattoli di Nutella interi; al contrario, Rafael, da bravo aspirante medico, è un salutista, non fuma, beve poco, mangia sano. La sua debolezza, se volete prenderlo per la gola, è la cioccolata calda: a quella non resiste!

  • Gli angeli puri… sono proprio dei tipacci, lasciamelo dire.  La loro caratterizzazione è davvero interessante mi ha colpito il fatto che non possono provare sensazioni, dev’essere terribile “esistere” come fanno loro. Per questo molti tra loro hanno fatto di tutto per riavere la carne mortale. Quando non si trovano sulla terra dove… esistono? Me lo sono chiesto durante la lettura, quando non sono impegnati a cercare di uccidere i mezzi angeli, cosa fanno?
  • I puri sono angeli da Vecchio Testamento, quelli da collera divina e sterminio dei peccatori. Il problema è proprio che, da quando non c’è più un dio che li comandi… non hanno uno scopo, nulla da fare. Sono condannati a esistere senza un obiettivo, nati per ricevere ordini che nessuno può più dare loro. Vagano sulla Terra. Qualcuno tenta di aiutare gli uomini, che però raramente li sentono (c’è un esempio di un loro intervento nel capitolo 13, ma non dico di più per non fare spoiler), quindi non hanno nemmeno questa possibilità, in concreto. Per questo alcuni pensano sia meglio rinascere come mortali piuttosto che continuare così; per questo chi non cede alla tentazione della «carne» accoglie il comando di Mikael che tenta di offrire loro almeno una missione in linea con i principi secondo cui sono stati creati.

  • Al dio che gli angeli seguivano si oppone la dea. Una dea decisamente concreta che, al posto delle preghiere e dell’incenso, preferisce la carne e il sangue. Mi parli di lei?
  • Mi sono ispirata alle figure delle divinità femminili pagane e neopagane, dalla Dea Madre in poi. I suoi attributi sono tipici delle divinità notturne e ctonie: è signora dei morti, è una dea lunare, della natura, e quindi anche del caos, del ciclo vita-morte, creazione-distruzione, della carne e della fertilità, e quindi del sesso. Chiamarla «Signora» deriva dall’appellativo che veniva usato spesso dalle donne accusate di stregoneria, nel passato, e che parlavano di una «signora» che guidava i loro cortei. Ecco perché si trova al cimitero: perché i morti, e la terra che li accoglie, le appartengono. Non la identifico con una dea in particolare, anche se per certi versi assomiglia a Ecate, per altri a Morrigan, per altri a Selene… è «la» Dea e basta.

  • Dopo aver chiuso il libro… ho avuto la netta sensazione che la dea non abbia finito di tirare i fili della storia, che abbia in serbo altro per i poveri mezzi angeli, mi sbaglio?
  • Lei ha un modo di fare tutto suo! Ti direbbe che non le interessa chi vince, basta che si combatta; e se la storia non procede, al massimo lei offre un… incentivo. Vuole guardare lo spettacolo, tutto qui. A intervenire in modo molto più diretto – e lo ha già fatto più di quello che i mezzi angeli immaginino – è piuttosto Lucifero… Che, dopo la caduta, è finito alla corte della Dea, ma questo non significa che lui agisca per conto della Signora. Anzi. Lucifero è specializzato nel fare «parte per se stesso».

  • Quando è prevista l’uscita del secondo volume? Puoi anticiparci qualcosa?
  • Non posso ancora dare risposte precise, purtroppo. Incontrerò il mio editor nelle prossime settimane, di più  non so dire per adesso. Comunque il secondo volume dovrebbe uscire nell’arco del 2014.

  • C’è una frase, all’interno del libro, che ne rappresenta in qualche modo l’essenza? Quando devo scegliere una citazione da inserire nelle recensioni faccio sempre fatica a trovare quella che, a mio avviso, rappresenta di più il libro, quale sceglieresti per il tuo romanzo?
  • Ne sceglierei una da pagina 251, dove Hesediel riflette su ciò che aspetta lui e gli altri mezzi angeli. La citazione è un suo pensiero: «La domanda era semplice: voleva vivere quella seconda vita, per quanto strana, per quanto ancora dovesse trovarne il senso, o si sarebbe lasciato uccidere?»

  • Quali sono i tuoi libri e i tuoi scrittori preferiti?
  • Libri sacri per me sono Dracula di Stoker, Il Signore degli Anelli di Tolkien, L’importanza di chiamarsi Ernesto di Wilde, Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, Peter Pan di Barrie. Potrei citare anche La storia infinita di Ende, World War Z di Max Brooks, Buona Apocalisse a tutti! di Gaiman e Pratchett. Di italiani, sicuramente cito Luca Tarenzi e Francesco Dimitri.

    Le mie domande sono finite. Grazie mille per essere stata con noi e per la tua disponibilità, spero di poter leggere al più presto il tuo secondo libro e di poter chiacchierare ancora con te.

    Grazie a te per avermi voluto ascoltare, a presto!

2 commenti
  1. avatar

    Bella intervista!
    Io devo leggere questo libro da un sacco… cioè da quando è uscito XD
    La cover è davvero molto bella e spero che mantengano lo stesso stile per le altre.
    Tra i libri citati ce ne sono molti che adoro anche io. E concordo sulla scelta degli autori italiani, sono da leggere!
    Un bacio, ragazze, ottimo lavoro 😉

  2. avatar

    Grazie mille Alaisse ^_^

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi gli darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.


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...e dei dolciumi presenti all'inizio di ogni post sono fatte dalla sottoscritta o prese online e risistemate a photoshop per dargli un tocco personale. Molte vengono da Deviantart, ci tenevo a scriverlo in mancanza della possibilità di scrivere i nomi di tutti gli autori.

le amiche tazzine



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