Revival step 2: Ladri

Eccomi di nuovo qui a presentarvi la seconda “puntata” di questa rubrica sugli anime più… “datati” per così dire.
Stavolta parliamo di ladri.

L’anime più famoso, che persino i muri conoscono, è quello di “Lupin III“. Il manga è stato creato dal managaka Monkey Punch nel 1967 (quanto mi sento vecchia…) è liberamente ispirato ai romanzi sul ladro gentiluomo Arsène Lupin scritti da Maurice Leblanc.

Protagonista della storia è una banda di ladri i mitici Lupin III, Daisuke Jigen e Goemon Ishikawa XIII. Spesso aiutati/ostacolati dalla bellissima Fujiko.

Lupin è la mente della banda quello che mette a punto gli ingegnosi piani che li portano al successo: furti, truffe e qualsiasi altra cosa la banda voglia organizzare. Maestro indiscusso del travestimento, simpatico e sotto sotto dal cuore d’oro. Il suo punto debole? Le belle donne! Lupin, non può fare a meno di corre dietro a tutte le donne affascinanti che incontra, fa il cascamorto con tutte ma rimane sempre a bocca asciutta! La sua banda opera ovunque non solo in Giappone, viaggia dall’Egitto all’Alaska dovunque ci sia un tesoro da sgraffignare come dice anche la canzone: “Un tesoro al sicuro non è
Se c’è lì attorno Lupin.”

Daisuke Jigen sempre con indosso un completo e l’inseparabile cappello è un pistolero eccezionale con la mira di un cecchino. Molto più “pragmatico” di Lupin non approva che l’amico di faccia sempre fregare da Fujiko e tenta, senza successo, di metterlo in guardia sulla donna.

Goemon Ishikawa XIII …. il fantastico Goemon la cui spada è in grado di affettare veramente qualsiasi cosa, senza contare i salti impossibili dello spadaccino (lo si può vedere saltare da un aereo a una mongolfiera, praticamente può fare qualsiasi cosa XD). Segue il codice dei samurai e rifugge dalle donne che lo mettono in seria difficoltà.

Fujiko Mine bella e affascinante ha letteralmente rubato il cuore di Lupin e lo manipola molto spesso. Di solito i suoi piani falliscono e riceve sonore lezioni dallo stesso Lupin che, però, ricade costantemente nelle sue lusinghe, esasperando Jigen e Goemon.

Ogni ladro che si rispetti ha almeno un acerrimo nemico a dargli la caccia e Lupin non si smentisce, infatti ha alle calcagna l’ispettore Zenigata dell’Interpol. Ormai, catturare Lupin è il chiodo fisso del povero ispettore che le tenta tutte per sbatterlo in galera. Il bello di Zenigata (Lupin lo chiama in mille modi diversi: paparino, papà Zenigata o anche Zazà) è che, ormai, si è affezionato a Lupin… e quando lo cattura poi va in crisi perchè non ha più nulla da fare. XD

Le avventura della banda di Lupin sono sempre divertenti, le sue idee brillanti un anime unico nel suo genere. Nonostante spesso Lupin e co. rubino per se stessi, in molte puntate, i furti vengono messi a punto per aiutare qualcuno oppure, alla fine, Lupin e co. finiscono per aiutare qualche altro personaggio.

La seconda banda di ladri più famosa è senza dubbio quella presente nell’anime Cat’s Eye.
Tre ragazze bellissime,
tre sorelle furbissime,
son tre ladre abilissime,
molto sveglie e agilissime

Con astuzia e perizia,
ed unendo sempre un poco di furbizia,
riescon sempre a fuggire
e nel nulla a sparire…

Oh-oh-oh Occhi di gatto,
Oh-oh-oh Occhi di gatto,
è questo il nome del trio compatto,
son tre sorelle che han fatto un patto

Oh-oh-oh Occhi di gatto,
Oh-oh-oh Occhi di gatto,
ecco ha colpito là, di soppiatto,
fuggendo poi con un’agile scatto,
Occhi di gatto un altro colpo è stato fatto!”
– La famosissima sigla! –

Stavolta parliamo di una banda tutta al femminile composta da tre sorelle: Hitomi, Rui e Ai (nell’anime le avevano ribattezzate Sheila, Kelly e Tati … mi spiegate come si fa a usare un nome assurdo come “Tati”?)

A differenza di Lupin e co. (che molto spesso rubano solo per il loro interesse) le tre sorelle hanno una missione ben precisa. Le “gatte” rubano solo ed esclusivamente le opere d’arte create dall’artista Michael Heinz che, in realtà, è il loro padre scomparso. Heinz era un artista famoso, la sua intera collezione fu rubata dai nazisti e lui è scomparso nel nulla… sarà morto? Oppure è nascosto da qualche parte? Se è vivo, perchè non torna dalle figlie?

A complicare il tutto, Hitomi è fidanzata con Toshio che altri non è che il detective incaricato di catturare la banda delle Cat’s Eye!

Hitomi, sfrutta le informazioni che le rivela Toshio per effettuare i colpi, nel manga, per sviare i sospetti del ragazzo, Hitomi indossa una parrucca bionda quando commette i furti, per far credere al ragazzo che la gatta è una straniera e, dunque, sviare qualsiasi sospetto su di lei e le sue sorelle. Alla fine, nonostante venga preso per il naso per molto tempo, Toshio comincia a sospettare e, alla fine, Hitomi gli confessa tutto per poi fuggire negli Stati Uniti.

Il finale del manga lascia con diversi dubbi… Toshio decide di inseguire Hitomi e, quando arriva negli Usa, Rui e Ai gli raccontano che Hitomi si è ammalata gravemente di meningite virale ed ha perso la memoria. Toshio non si arrende e decide di ricominciare la sua storia con la donna che ama… ma.. sarà vero che Hitomi ha dimenticato tutto o sta solo fingendo? Qualche dubbio rimane ma, poco importa, in questo modo i due hanno una chance per stare assieme.

Ultimi ma non ultimi i ladri che rubano solo a fin di bene… è vero si può dire che le tre gatte non sono ladre per “interesse” visto che, in fondo, i quadri sono comunque opera del loro padre ma non fanno nemmeno beneficenza. Questi due ladri, invece, sì. Di chi sto parlando?

Saint Tail lei è la prima sulla lista. In Italia la serie è stata “rinominata” nello sdolcinato “Lisa e Seya un solo cuore per lo stesso segreto.”

Meimi è una ragazzina molto sveglia e di buon cuore, frequenta una scuola cattolica (cosa piuttosto rara in Giappone) un bel giorno un’apprendista suora, Seira Mimori le chiede aiuto per recuperare la chiave di una cappella rubata da un ragazzino. Così, Meimi usa i suoi trucchi di prestigio per spaventare il ragazzino e convincerlo a restituire la chiave rubata. Nasce da qui il personaggio di Saint Tail (la coda sacra) visto che Meimi per… “camuffarsi” si era fatta la coda.

Visto e considerando che i furti di Meimi sono sempre e solo a fin di bene l’incarico di catturarla viene affidato… non a una vera task force ma al giovane Asuka Jr. Asuka è figlio dell’ispettore capo della città ed è un compagno di classe di Meimi. All’inizio i due non si sopportano ma, presto, Meimi finisce per prendersi una cotta per Asuka Jr.

Il ragazzo sembra avere occhi solo per Saint Tail da cui pare ossessionato tuttavia, pian piano, comincerà a rendersi conto di provare qualcosa per Meimi. Ad ostacolare Meimi c’è anche Rina Takamiya la figlia del sindaco, innamorata persa di Asuka e decisa a catturare Saint Tail. La “partner” di Meimi è l’insospettabile Seira Mimori. Seira è una novizia, non ha ancora preso i voti e, dunque, non potrebbe ascoltare vere e proprie confessioni, tuttavia, forse proprio perchè si tratta di una ragazza giovane e che… non giudica i peccati che ascolta, le persone in difficoltà (normalmente le incontra in chiesa mentre pregano disperatamente perchè i loro problemi si risolvano) le confidano i loro problemi. è lei poi a contattare Meimi e ad affidarle l’incarico di rubare qualche oggetto per restituirlo al legittimo proprietario.  La svolta nella storia si ha quando Saint Tail deve rubare lo specchio della principessa rosa. Una leggenda narra che la principessa era innamorata di un abile artigiano e mago. I due, vista la differenza di ceto sociale, non potrebbero stare insieme, allora la principessa domanda al ragazzo di fabbricarle uno specchio in grado di riflettere la sua vera natura, senza maschere.

Il ragazzo riesce nell’impresa e, dopo aver visto la sua immagine riflessa nello specchio, Rosa decide di rinunciare al trono per sposare il giovane. Saint Tail deve recuperare lo specchio per restituirlo al legittimo proprietario e, nonostante tutte le sue accortezze, Asuka riesce a vedere di sfuggita l’ immagine riflessa della ladra e, ovviamente, vede Meimi. Asuka è sconvolto e non crede ai suoi occhi. Sempre più convinto a catturare Saint Tail finisce per aiutarla a sfuggire alla cattura durante la “restituzione” (apparentemente un furto) di un prezioso rubino, sottratto, anni prima, dalla ladra Lucifer (la madre di Meimi) a una splendida corona. Ferito a causa dell’attacco di un’altra ladra, Asuka capisce di essere innamorato di Meimi e di aver sempre seguito Saint Tail perchè, come ammette lui stesso,  assomiglia alla ragazza che gli piace. Finalmente (e la scena è molto toccante), Asuka si dichiara e Meimi e i due cominciano a frequentarsi. Mi ricordo che Asuka è fradicio e febbricitante. Ha passato la notte all’aperto, si è appena reso conto di amare Meimi quando vede un’arcobaleno e ,ripensando alla leggenda, secondo cui ai piedi dell’arcobaleno giace una pentola piena d’oro comincia a camminare in quella direzione… e lì trova Meimi.

Alla fine, il segreto di Meimi verrà svelato ad Asuka da un’altra ladra di nome Rosemary… ovviamente il ragazzo si sente ferito e preso in giro e non riesce a capire se i sentimenti della ragazza sono mai stati sinceri. Saint Tail, per la prima e unica volta, ruberà qualcosa per se stessa: ovvero Asuka, che libererà dalle grinfie di Rosemary. Il lieto fine è d’obbligo…

Peccato per la censura che è stata fatta all’anime. Il personaggio di Seira è stato sdoppiato in due… a quanto pare l’idea di una novizia che frequenta la scuola come qualsiasi ragazzina e nel pomeriggio studia per prendere i voti con tanto di tonaca disturbò Mediaset…

Ultimo ma non ultimo… lui non ha proprio bisogno di presentazioni è Robin Hood.

In questa versione della storia Robin è il figlio di un nobile aristocratico. La sua residenza viene data alle fiamme dal malvagio Lord Alwine, barone di Nottingham.

I  genitori di Robin muoiono nell’incendio,  il ragazzo, assieme ai suoi tre cugini, fugge all’interno della foresta di Sherwood, qui  incontrano un gruppo di banditi guidati da Little John e salvano dall’agguato di quest’ultimo la carrozza di una dolce e coraggiosa principessa, Lady Marian Lancaster, di cui Robin sarà sempre innamorato. Divenuto poi amico di Little John i ragazzi si opporranno insieme al barone Alwine e al vescovo Hertfort.  Da notare che i nemici dei ragazzi rappresentano quelli che, nel medioevo, erano i poteri più forti: i feudatari (il barone appunto) e i vescovi che esigevano tributi eccessivi alla popolazione.

La trama poi s’incentra anche sulla rivalità tra Robin e Gilbert un cavaliere agli ordini del malvagio lord. Lui e Robin sono entrambi innamorati di Marian e questo li porta a scontrarsi più volte. Alla fine, ma proprio alla fine, Gilbert si rende conto che il vescovo e il barone lo stanno solo sfruttando e capisce che Marian ama Robin decidendo di rinunciare a lei. I cattivi saranno una brutta fine e, come da copione, re Riccardo farà ritorno per riappropriarsi del trono che gli spetta di diritto.

Nella storia sono presenti anche diversi elementi magici, creature fatate, divinità del bosco, alberi magici etc…

Bene avete visto questi anime? Chi vincerebbe in una sfida all’ultimo furto? Senz’altro Lupin e co. s’impadronirebbero facilmente del malloppo… per poi vederselo soffiare dalle gatte, sicuramente Hitomi potrebbe facilmente distrarre Lupin mentre le sue due sorelle recuperano il maltolto… e non vedo perchè le gatte non dovrebbero collaborare con Saint Tail e Robin Hood per restituire il maltolto ai legittimi proprietari… cosa ne pensate?

1 commento
  1. avatar

    ho già adetto altrove che vedevo sia lupin che occhi di gatto.
    ma vogliamo parlare di lisa e seya? credo che sia stato uno dei miei anime preferiti in assoluto quando ero piccola. so ancora oggi la sigla a memoria e avevo una cottarella per asuka.
    per quanto riguarda robin hoook lo vedevo e non mi dispaiceva, ma come in qualsiasi versione di questa storia, mi stava un pò sulle scatole marion quindi non lo vedevo sempre come con altri anime. in più, il fatto che lo facesse sempre al mattino, quando dovevo andare a scuola, non aiutava

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi gli darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.


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